El Mostro de la Tangenziale

Datazione: Settima sera – La nebbia sa già il mio nome

Luogo: Tangenziale Ovest (chiusa ai veicoli, ma non a chi cerca risposte)

Annotazione n°2:

Ci sono posti dove non dovrebbe camminare nessuno. La tangenziale di Rovigo è uno di quelli. La chiamano strada, ma non porta in nessun luogo. Cammini per ore e ti sembra sempre lo stesso svincolo. Le stesse scritte sbiadite. Lo stesso silenzio che sfrigola sotto ai lampioni spenti.

Stanotte l’ho percorsa a piedi, senza sapere perché. I cani non abbaiavano. L’asfalto sotto gli scarponi sembrava più caldo del cielo. E per un attimo, ho pensato di non essere più solo.

C’è una leggenda che gira tra gli operai dell’Anas, tra i vecchi che si ricordano com’era Rovigo prima che smettesse di obbedire alle mappe. Parla di una creatura che vive nella tangenziale: el Mostro, lo chiamano semplicemente così, o anche el che camina coi fari spenti.

Non corre. Non ruggisce. Cammina piano, sempre a pochi passi dietro. Alcuni dicono che è fatto di paraurti dimenticati e tubi rotti, ma io credo sia fatto d’altro. Di ritardi. Di viaggi mai cominciati. Di tutte le strade prese solo per scappare da qualcosa.

Stasera l’ho sentito. Non l’ho visto. Ma c’era. Passi lenti, regolari, pesanti. Mai un suono di respiro. Solo ferro e attesa.

Ho lasciato la tangenziale prima che il mio nome cambiasse. Qui succede anche questo, pare.

Prima Nebbia